Via libera dell'Inail a 62 dispositivi di protezione individuale

L’Inail acconsente a 62 dispositivi per la protezione individuale

G.B. WALL Srl è stato validato da Inail per importare la semimaschera filtrante Face Mask 9591 per emergenza COVID-19 prodotta da ALLTA INDUSTRIAL Co, LTD.

L’autorizzazione, arrivata in via straordinaria, tratta Dpi non aventi la consueta marcatura CE, da poter richiedere terminata l’emergenza Covid-19.

Importante svolta nell’ambito dell’emergenza Covid-19, l’Inail ha autorizzato l’utilizzo di 62 dispositivi di protezione individuale (cosiddetti Dpi) non aventi la consueta nonchè necessaria marcatura CE, ma comunque in linea con gli standard e le normative vigenti.

L’Inail ha potuto ampliare il novero di tali strumenti, necessari per la prevenzione del contagio, attraverso l’articolo 15 comma 3 del Decreto Cura Italia emesso dal Presidente del Consiglio Conte nel mese di Marzo (rectius Dl. n. 18/2020).

I Dpi autorizzati in un’apposita tabella

Sul sito dell’Inail è presente una specifica lista di tali dispositivi di protezione individuale. comprensiva di: occhiali, visiere, semimaschere, indumenti di protezione, guanti e calzari, la tabella da importanti indicazione sulla tipologia di prodotto, sul produttore e sulla data di autorizzazione rilasciata in Italia.

L’autorizzazione viene rilasciata dall’Inail sulla base della documentazione presentata dal produttore, il quale dovrà dimostrare la bontà del prodotto e come questo sia in linea con gli standard dettati dall’Oms per evitare/ridurre il contagio.

L’Inail non ha alcuna legittimità nel valutare la congruità di dispositivi per uso medico (cosiddetti Dm) questi infatti sono analizzati dall’Istituto superiore di sanità, così come le mascherine facilmente reperibili in commercio, prive del marcio CE e non considerate Dpi, per queste è consentita la vendita purché il produttore ne attesti che non arrecano danni o rischi per chi ne fa uso.

Una lista aggiornata costantemente

L’Inail è particolarmente attenta nel tenere costantemente aggiornata la tabella riguardante i Dpi riconosciuti come validi, tenendo conto di aggiungere o eliminare determinati prodotti in caso di variazione degli standard necessari.

La tabella, facilmente rintracciabile sul sito ufficiale, riporterà i seguenti dati: la data di validazione, la tipologia di prodotto, il nominativo del produttore e/o dell’importatore con la regione/nazione di riferimento, e un’immagine, se disponibile.

I dispositivi che avranno ottenuta la certificazione per l’uso in via straordinaria dovranno poi successivamente seguire l’iter ordinario per ricevere la marcatura CE ordinaria.

Procedimento di autocertificazione

L’autorizzazione di uso straordinario può essere ottenuta mediante un iter semplificato (introdotto mediante il Decreto legge 18/2020 all’articolo 15 comma 3).

Il produttore dovrà compilare un apposito modello di autocertificazione, rintracciabile sul sito ufficiale dell’Inail, dovendo poi allegare entro tre giorni i documenti in inglese o in italiano descriventi le peculiarità tecnico-scientifiche del prodotto, inoltrando anche una precisa relazione tecnica descrittiva attraverso cui si potrà appurare la bontà del dispositivo e le prove effettuate (utili per validare l’efficacia del prodotto) con relativi risultati.

L’Inail ha indicato che il termine temporale di 3 giorni non è tassativo e si dovrà inviare la domanda all’indirizzo di posta certificata dpiart15@postacert.inail.it valida per l’intero territorio nazionale. Le richieste inviate ad altre caselle di posta o con differenti iter non saranno prese in considerazione.

Gli enti coinvolti

L’attività di accertamento dell’Inail non prevede prove in laboratorio, l’ente infatti si limiterà semplicemente ad accertare la corrispondenza del Dpi alle prescrizioni in materia vigenti, andando ad analizzare se quanto affermato dal produttore e dall’importatore sia veritiero.

I relativi test scientifici possono essere svolti in differenti strutture; non sarà necessario obbligatoriamente rivolgersi a laboratori qualificati – come quelli universitari – ciò che conta è che l’esecuzione dei test e i risultati delle relative analisi sia in linea con gli standard previsti e vigenti sul territorio nazionale.

In luogo di tali report possono essere accettati anche certificati di conformità rilasciati da enti di certificazione accreditati da un ente di accreditamento nazionale ufficiale italiano o estero. purché questi si occupino di analisi di tale natura in riferimento ai dispositivi per la protezione individuale per cui si richiede l’autorizzazione in deroga.

Ulteriori certificazione potranno essere accolte solo se accompagnate da test scientifici che ne comprovino la bontà.

https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-elenco-autorizzati-validazione-straordinaria-dpi.pdf